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Cerchi
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I mwfaCerchi furono una potente famiglia mwfqmagnatizia, del mwfgSesto di Porta San Pietrocite-ref-2[2] che controllava molte attività mwgwindustriali e mwhabancarie mwhqfiorentine e arrivò a svolgere un ruolo cruciale nella finanza e nella politica di Firenze.

Contents

Note

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Storia familiare

Giunti a mwiqFirenze nella prima metà del XIII secolo, provenienti dal contado, in particolare dal castello di mwigAcone presso mwiwPontassieve, si guadagnarono presto una solida ricchezza attraverso il commercio e le attività finanziarie, arrivando a diventare una delle più ricche famiglie dell'epoca.

Nel mwjq1245 moriva mwjgUmiliana de' Cerchi, una donna che aveva vissuto dedicandosi alla preghiera e ad aiutare la povera gente, venerata subito come una santa vivente e beatificata in seguito.

Famiglia mwkaguelfa, si impose dopo la mwkqbattaglia di Benevento che fece sì che i mwkgghibellini venissero definitivamente cacciati dalla città.

Comprò alcune case nella mwlacerchia antica di Firenze, già appartenute ai Conti mwlqGuidi e confinanti con quelle degli orgogliosi nobili dei mwlgDonati, con i quali nacquero alcune contese e problemi di vicinato. Queste vicende furono alla base di una rivalità sempre crescente, con numerosi episodi via via più gravi, che nel giro di pochi anni portò la città sull'orlo di una nuova guerra civile, con la nascita di due nuove fazioni opposte: quella dei mwlwguelfi neri, capitanati da mwmaCorso Donati e quella dei mwmqguelfi bianchi, capitanata appunto da mwmgVieri de' Cerchi. La vicenda viene ricordata da mwmwDino Compagni in questi termini:

«Intervenne che una famiglia che si chiamavano i Cerchi (uomini di basso stato, ma buoni mercatanti e gran ricchi, e vestivano bene, e teneano molti famigli e cavalli, e aveano bella apparenza), alcuni di loro comperarono il palagio de' conti, che era presso alle case de'

Pazzi

e de'

Donati

, i quali erano più antichi di sangue, ma non sì ricchi: onde, veggendo i Cerchi salire in altezza (avendo murato e cresciuto il palazzo, e tenendo gran vita), cominciorono avere i Donati grande odio contra loro»


I Bianchi erano più moderati, mentre i Neri sostenevano l'oligarchia nobiliare cittadina e davano un assoluto appoggio al papa (all'epoca il controverso mwnwBonifacio VIII). Sebbene più numerosi i Bianchi, ne facevano parte per esempio mwoaDante Alighieri e mwoqDino Compagni, essi non seppero mai per vigliaccheria o per riluttanza a prendere le armi contro l'altra fazione, e non sfruttarono i momenti di temporanea superiorità rispetto all'altra fazione a volte indebolita. Con l'arrivo di mwogCarlo di Valois, inviato dal papa, la situazione si complicò per i bianchi. Con il pretesto di una congiura contro il re ospite in città (congiura documentata da un atto notarile stipulato tra i mwowGherardini, i Cerchi e la mwpaRepubblica di Siena, ma probabilmente frutto di una falsificazione mwpqad hoc dagli stessi Neri) egli prendeva il controllo e cacciava tutti i Bianchi esiliandoli.

Dante cita in vari punti, in maniera spesso indiretta i Cerchi, e li accusa della sua rovina per la loro stolta guida del partito dei guelfi bianchi. A mwpwCiacco nel VI canto dellmwqa'mwqqInferno li fa chiamare come mwqgla parte selvaggia, intesa come rustica, del contado, mentre mwqwCacciaguida nel XVI canto del mwraParadiso dice con un certo rimpianto, che se non fossero esistiti i conflitti tra papa e imperatore, magari molte famiglie oggi fatte fiorentine sarebbero rimaste nel contado, per esempio mwrq"sarieno i Cerchi nel piover -cioè nel popolo- mwrgd'Acone".

Tre loro esponenti, Messer Torrigiano, Carbone e Vieri de' Cerchi, parteciparono alla fallita mwsaCongiura di San Godenzo, nel giugno del mwsq1302 e vennero successivamente condannati dal Podestà di Firenze, mwsgCante de' Gabriellicite-ref-3[3].

Una parte dei Cerchi, quella meno faziosa, su concessione papale poté tornare a Firenze già un anno dopo l'esilio, nel mwua1303, anche se la loro fortuna familiare era ormai in pieno declino e non seppe tornare ai fasti di un tempo. Un'altra parte, invece, raggiunse la mwuqLunigiana e fondò il paese di mwugMangia, comune di mwuwSesta Godano, mwvaprovincia della Spezia.

Il mwvgPalazzo dei Cerchi era costituito a partire dall'accorpamento di numerose case-torri addossate e si trova ancora tra Via del Corso e Via de' Cerchi a Firenze. La mwvwchiesa di Santa Margherita de' Cerchi si trova nelle vicinanze.

Note

cite-note-11. mwxgmwxwmwyaStemmi Cerchi - Raccolta Ceramelli Papiani, su mwyqarchiviodistatofirenze.cultura.gov.it.
cite-note-22. mwzqRomolo Caggese, mwzgStatuti della Repubblica Fiorentina - II Statuto del Podestà dell'Anno 1325, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1999.
cite-note-33. mwagFabrizio Ricciardelli, mwawIl Libro del Chiodo, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 1998.

Bibliografia

• Marcello Vannucci, mwbwLe grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cerchi

Collegamenti esterni

• mwgqStemmi Cerchi - Raccolta Ceramelli Papiani, su archiviodistatofirenze.cultura.gov.it.
• mwgwSestieri di Firenze, su universalcompendium.com.